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Minerva Web
Bimestrale della Biblioteca 'Giovanni Spadolini'
A cura del Settore orientamento e informazioni bibliografiche
n. 52 (Nuova Serie), agosto 2019

Uno straniero in rivolta: Albert Camus tra impegno storico e interrogazione filosofica. Biblioteca del Senato, 7 novembre 2013

CamusIl 7 novembre 2013, presso la Biblioteca del Senato "Giovanni Spadolini", nella Sala degli Atti Parlamentari, si è svolto il convegno "Uno straniero in rivolta: Albert Camus tra impegno storico e interrogazione filosofica". Relatori sono stati Luigi Fenizi, Cesare Milanese, Luciano Pellicani, Emanuele Santi.

Realizzato a un secolo esatto dalla nascita dello scrittore franco-algerino, il convegno ha costituito un evento culturalmente significativo poiché nella figura di Camus si riassumono alcune fondamentali questioni che hanno animato il dibattito politico e intellettuale del XX secolo: dall'eredità del colonialismo (la vicenda algerina) al "tradimento" degli intellettuali, dal culto della violenza rivoluzionaria alla trasformazione del Prometeo liberatore nel Cesare oppressore.

Nel corso del convegno, accanto a quella di Camus è stata più volte evocata la figura di Sartre. Al riguardo Cesare Milanese ha evidenziato come essi - pur appartenendo entrambi alla sinistra - abbiano incarnato due figure contrapposte dell'intellettuale moderno. Successivamente, Luciano Pellicani ha collocato Camus all'interno della tradizione gnostica; quella che più ossessivamente si è interrogata sul problema del male.

Emanuele santi ha indirizzato il suo sguardo sull'adolescenza algerina di Camus, sulla sua malattia, sulla passione per il calcio: giocava come portiere nel Racing Universitaire di Algeri. Al riguardo, Santi ha messo in luce la Connessione tra il ruolo di portiere e la scrittura de "Lo Straniero", romanzo dirompente che aprì a Camus la porta della celebrità letteraria.

Luigi Fenizi, nel concludere il convegno, ha tracciato un profilo complessivo di Camus, illustrando le ragioni per le quali merita un posto d'onore nel panorama culturale del Novecento. Vissuto tra assurdità e rivolta, egli è stato il filosofo delle verità concrete, lo scrittore dell'innocenza metafisica dell'uomo.

Con la formula "Mi rivolto, dunque siamo", egli ha riassunto efficacemente se stesso: intellettuale, insieme, "solitaire" (il singolare) e "solidaire" (il plurale). Ebbene: in un secolo contrassegnato da molteplici tradimenti, Camus è rimasto fedele a quel modo di essere, e per quella fedeltà ha pagato il prezzo dell'isolamento politico-intellettuale. Ma è proprio quella fedeltà - a se stesso e alle ragioni più profonde dell'uomo - che lo rende ancora oggi ammirevole.

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